Il cinema in Irlanda
Nel 1996 il cinema irlandese ha celebrato il suo centenario. Registi come Neil Jordan, Jim Sheridan e Pat O'Connor hanno riscosso successi di critica e di pubblico in tutto il mondo. C’è oggi una nuova attenzione verso le crescenti e interessanti risorse per la produzione e per la ricchezza dei talenti cinematografici disponibili. È un periodo di crescita interessante e vigoroso per il cinema irlandese grazie all’emergere di diversi giovani registi.
La storia del cinema in Irlanda è lunga e interessante. A Dublino la prima proiezione pubblica di pellicole dei fratelli Lumière avvenne nell’aprile del 1896. A febbraio dell’anno successivo, sempre a Dublino, i primi soggetti irlandesi furono proiettati dal Professor Jolly. Alcuni titoli furono “Persone che camminano a Sackville Street”, “Traffico a Carlisle Bridge” e “Il Tredicesimo Ussari marcia in città”. La prima sala cinematografica, il Volta in Mary Street, aprì nel 1909 gestita da James Joyce. Per fortuna, si potrebbe dire, Joyce non ebbe molto successo come gestore di cinema e si stancò dell’impresa dopo breve tempo.
Nel 1910 l’Irlanda ospitò la compagnia Kalem, una società cinematografica itinerante americana. Sotto la direzione di Sidney Olcott, la Kalem girò diversi brevi melodrammi irlandesi nella Contea di Kerry e così diede inizio alla tradizione di grandi registi che avrebbero usato l’Irlanda come ambientazione per le loro opere. Esempi notevoli in proposito sono la versione cinematografica di Alfred Hitchcock di “Giunone e il Pavone” di Sean O’Casey (1930); il documentario epico “L’Uomo di Aran” di Robert Flaherty (1934); “La Figlia di Ryan” di David Lean (1970); e i due film del regista irlandese-americano John Huston, “Moby Dick” (1956) e “The Dead” (1987). Forse i film “irlandesi” più conosciuti e amati sono quelli di John Ford, che realizzò varie pellicole di successo in e sull’Irlanda: “Il Traditore” (1935), “L’Aratro e le Stelle” (1936) e “ Un Uomo Tranquillo” (1952).
La società di produzione più importante dell’epoca del muto fu la Film Company of Ireland. Fondata da James Mark Sullivan nel 1916, la società realizzò diversi corti a soggetto irlandese (tutti distrutti durante la Easter Rising, la Sollevazione di Pasqua, del 1916), e i lungometraggi “Knocknagow” (1917) e “Willy Reilly and his Colleen Bawn” (1920). Queste due pellicole e “Irish Destiny” (1926), una storia d’amore ambientata durante la Guerra d’Indipendenza, sono importanti esempi preservati del cinema irlandese dell’epoca del muto. “The Dawn” (1936), un’altra storia ambientata durante la Guerra d’Indipendenza realizzata da Tom Cooper, l’intraprendente proprietario di un garage, fu il primo film irlandese sonoro.
Per tutti gli anni ’40 e ’50, il National Film Institute (precursore dell’attuale Film Institute of Ireland) ebbe un ruolo importante nel produrre molte pellicole di informazione sponsorizzate dal governo, che avevano per argomenti temi come la salute, il risparmio, la modernizzazione delle campagne, l’agricoltura, eccetera. Il Gael Linn, che promuove l’uso della lingua irlandese, è stato attivo nella produzione cinematografica dalla fine degli anni ’50 all’inizio dei ’60. La serie di cinegiornali “Arnhac Éireann”, realizzata da Colm O'Laoghaire e Jim Mulkerns, fu la serie di maggior successo e durata prodotta in Irlanda. Due documentari, “Mise Éire” (1959) e “Saoirse” (1960), diretti da George Morrisson per il Gael Linn, furono i primi lungometraggi in lingua irlandese e furono importanti perché consistevano quasi esclusivamente di film di attualità e cinegiornali del periodo tra il 1900 e il 1922.
L’istituzione nel 1961 di Telefís Éireann, il servizio televisivo nazionale, creò posti di lavoro per un numero crescente di tecnici e fece da palestra per i registi. Nel 1994 la RTÉ fu incaricata di costruire il network della Telefís na Gaeilge e, in attesa di istituire una struttura legale separata ad hoc, di assumersi la responsabilità di operare il nuovo canale. In seguito la RTÉ ricevette l’incarico da TV3, il canale televisivo indipendente, di costruire il quarto network televisivo lanciato nel settembre del 1998. A luglio del 1998 il governo decise di introdurre una nuova legislazione per l’introduzione della televisione digitale terrestre attraverso una società avente come socio di minoranza la RTÉ.
L’istituzione nel 1981, e la successiva rifondazione nel 1993, dell’Irish Film Board incoraggiò la produzione cinematografica indipendente. Oggi le immagini dell’Irlanda arrivano sugli schermi internazionali grazie a registi come Bob Quinn (“Bishop's Story”, 1994), Joe Comerford (“High Boot Benny”, 1993), Thaddeus O'Sullivan (“December Bride”, 1990), Alan Gilsenan (“Between Heaven and Woolworths”, 1992), Cathal Black (“Korea”, 1995), Neil Jordan (“La Moglie del Soldato”, 1992; “Michael Collins”, 1996; “Butcher Boy”, 1997; “Fine di una Storia”, 1999) e Jim Sheridan (“Il Mio Piede Sinistro”, 1989; “Il Campo”, 1990; “Nel Nome del Padre”, 1993; “The Boxer”, 1998), Pat O'Connor (“Amiche”, 1995; “Ballando a Lughnasa”, 1998), John Boorman (“The General”, 1998) e Paddy Breathnach (“I Went Down”, 1997).
L’Irish Film Board incoraggia anche la produzione di documentari e di corti.
Ogni anno a ottobre, marzo e luglio, i festival cinematografici di Cork, Dublino e Galway offrono una vetrina per i nuovi film irlandesi e internazionali. Durante tutto l’anno l’Irish Film Centre, presso la restaurata Society of Friends Meeting House nel quartiere di Temple Bar a Dublino, offre la possibilità continua ai produttori cinematografici di proiettare le loro opere. Il Centro è anche sede di numerose organizzazioni che si occupano di produzione, distribuzione e mostre. Tra queste ricordiamo il Film Institute of Ireland (l’organizzazione nazionale per la promozione del cinema), Filmbase, la Federation of Irish Film Societies, Media Desk e Media Programme Distribution Homevideo. L’Irish Film Archive è incaricato di preservare il cospicuo patrimonio cinematografico nazionale. Un’importante area di attività dell’Archivio è il coordinamento dei festival cinematografici irlandesi all’estero. Con l’aiuto della Commissione Relazioni Culturali del Ministero degli Esteri, l’Archivio porta la programmazione di film irlandesi all’estero, facendo conoscere un aspetto importante della cultura irlandese al pubblico internazionale.
Il governo ha introdotto alcune misure, in particolare un incentivo fiscale denominato “Sezione 35” (in seguito “Sezione 481” del Taxes Consolidation Act del 1997) per incoraggiare lo sviluppo dell’industria cinematografica e televisiva. Le disposizioni sono rivolte allo stesso modo agli investitori stranieri e nazionali e hanno avuto come risultato un aumento significativo della produzione cinematografica. Le misure riguardano ogni aspetto della produzione e distribuzione cinematografica e televisiva, dalla fase iniziale di scrittura del copione fino alle ricevute per i diritti d’autore quando la produzione è giunta al termine.
Gli incentivi comprendono:
Alcuni dei film stranieri di maggior spicco realizzati secondo questo regime fiscale sono: “Cuori Ribelli” di Ron Howard (1992), “Braveheart” di Mel Gibson (1994), “Salvate il Soldato Ryan” di Steven Spielberg (1997) e “Le Ceneri di Angela” di Alan Parker (2000).
La RTÉ, il servizio televisivo nazionale, ha l’incarico di spendere 20,32 milioni di euro all’anno per le produzioni indipendenti. La TG4, terzo canale televisivo nazionale, per le trasmissioni in lingua irlandese, commissiona circa 500 ore di programmi all’anno a produttori indipendenti.
Ulteriori informazioni sulla cinematografia in Irlanda, su strutture e incentivi, si possono richiedere alla Screen Commission of Ireland.