Economia Irlandese

ECONOMIA

L’Irlanda ha avuto un periodo di crescita straordinaria dal 1993 al 2007, quando è diventata una delle economie più dinamiche, innovative e globalizzate del mondo, con un commercio estero e contatti di investimenti molto consistenti.

Nel 2008, in parte a causa della natura aperta della sua economia, l’Irlanda ha iniziato a risentire degli effetti della crisi economica globale. La pressione economica è stata accentuata in modo significativo dalla fine di un lungo periodo di boom del mercato immobiliare irlandese e da problemi del sistema bancario nazionale. Ciò ha portato a un periodo di recessione e a una brusca contrazione della produttività economica.

L’Irlanda sta affrontando le attuali sfide economiche con l’aiuto dei paesi fondatori dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale. Nel 2011 la sua economia è tornata a crescere. In quell’anno il PIL è aumentato dell’1,4%; nella prima metà del 2012 era pari allo 0,5%, con una previsione di crescita nell’arco dell’anno dello 0,9%. Nel frattempo il debito pubblico continua a diminuire in fretta e si calcola che scenderà sotto il 3% entro il 2015.

L’attuale ripresa dell’economia irlandese viene generalmente attribuita alla sua forza lavoro qualificata e flessibile; a misure governative volte ad assicurare una macroeconomia stabile e ad attrarre investimenti stranieri; e all’appartenenza all’Unione Europea, che oggi costituisce un mercato di quasi 500 milioni di persone. Quella irlandese continua ad essere una delle economie più aperte nella OCSE e le esportazioni sono nuovamente in forte crescita, con un aumento del 5,1% nel 2011 e del 3,8% nei primi sei mesi del 2012. La crescita è stata particolarmente significativa nel settore agro-alimentare, dove il valore delle esportazioni è aumentato del 25% in appena due anni. L’ottima performance nel settore delle esportazioni ha fatto sì che, per la prima volta dopo dieci anni, la bilancia dei pagamenti sia tornata in attivo. 

Innovazione, imprese e investimenti

L’Irlanda ha un’eccellente tradizione nel saper attrarre investimenti nel settore dell’informatica, delle scienze biologiche, dei servizi finanziari e di quelli rivolti ai consumatori, allo sviluppo di contenuti e al business. Quella irlandese continua a posizionarsi come una “smart economy” che unisce un’economia innovativa e imprenditoriale a un’enfasi crescente verso i settori emergenti delle tecnologie Verdi-Pulite, del’innovazione e della convergenza dei servizi. L’Irlanda è anche un centro europeo per i media digitali: importanti multinazionali l’hanno scelta come sede europea e per una gamma di attività di supporto.

Nonostante le importanti sfide economiche che le si presentano, tra i Paesi dell’Eurozona l’Irlanda continua a essere riconosciuta come quello in cui è più facile realizzare affari e con la maggiore disponibilità di forza lavoro qualificata. Secondo l'IDE (Investimento Diretto all'Estero) è al secondo posto nella classifica globale dei Paesi economicamente più attraenti.

Le aziende irlandesi continuano a crescere e a guadagnare competitività nel mercato internazionale: nel 2011 le imprese di proprietà irlandese hanno fatturato 15,2 miliardi di euro in esportazioni, una cifra mai raggiunta in passato, mentre nel 2012 gli esportatori irlandesi hanno fatto registrare la più alta crescita nella creazione di nuovi posti di lavoro dal 2006. In Irlanda il settore della Ricerca, Sviluppo e Innovazione ha visto un’espansione sostanziale e costante negli ultimi anni: ciò riflette la crescita consistente del business e dei finanziamenti statali al settore, così come degli incentivi fiscali per la Ricerca e lo Sviluppo destinati alle imprese. Ricerca & Sviluppo sono un elemento fondamentale nella strategia di ripresa economica e nel piano occupazionale del governo irlandese.

Dal 2000 in poi, la spesa del governo nel settore Ricerca & Sviluppo – principalmente attraverso agenzie come Science Foundation Ireland, Enterprise Ireland, IDA Ireland e Higher Education Authority – è più che raddoppiata e ha raggiunto circa i 600 milioni annui. Il finanziamento pubblico alla ricerca si aggiunge in genere agli investimenti privati, pari a quasi il doppio della cifra, che si aggira intorno a un ulteriore 1,1 miliardi di euro. Un investimento così ingente nel campo della Ricerca & Sviluppo ha permesso all’Irlanda di scalare rapidamente la graduatoria internazionale del potenziale scientifico di ricerca dal 36° posto del 2003, entrando nel 2009 fra i primi 20 paesi, dove permane tuttora.


L’istruzione e la formazione sono una componente vitale dell’economia irlandese, basata sulla competenza, e circa un milione di persone sono impegnate negli studi a tempo pieno. Il 37% della popolazione in età da lavoro (incluso un 48% nella fascia tra i 25 e i 34 anni) ha un’istruzione di terzo livello, di gran lunga superiore alla media OCSE.

Il Ministero degli Affari Esteri e del Commercio e la rete di ambasciate irlandesi collaborano con diverse agenzie governative per contribuire alla crescita delle imprese, dell’innovazione e degli investimenti in Irlanda. Enterprise Ireland aiuta a sviluppare le aziende con sede nel Paese ma con un potenziale di crescita internazionale. IDA Ireland ha il compito di attrarre e sviluppare gli investimenti stranieri. Forfás fornisce consulenza strategica globale e coordinamento per lo sviluppo imprenditoriale, e nel settore scienza, tecnologia e innovazione. Science Foundation Ireland investe in ricercatori accademici e team di ricerca in grado di generare nuove conoscenze, tecnologie d’avanguardia e aziende competitive nel settore scientifico e ingegneristico. 

Commercio

Nel 2011 il volume totale del commercio irlandese è stato di 304 miliardi di euro, con un surplus commerciale di oltre 43 miliardi. L’export globale di merci ammontava a circa 173 miliardi di euro, mentre l’export nel settore dei servizi è stato pari a 131 miliardi. I principali beni di commercio comprendono prodotti chimici organici (soprattutto per il settore farmaceutico), prodotti medici e farmaceutici e computer. I principali servizi commerciali sono destinati alla computeristica, al business commerciale, alle assicurazioni e ai servizi finanziari. I principali partner commerciali dell’Irlanda sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Francia, Olanda, Svizzera e Giappone. Anche il commercio verso altri mercati come la Cina, la Russia e il Messico, è in rapida espansione.

Imposte societarie

Dal 2003 il regime di imposte societarie in Irlanda è stato fissato al 12,5%, tasso applicato a tutti profitti derivanti dal commercio societario. Sulle entrate passive non derivanti dal commercio si applica invece un tasso del 25%.

Siti web

Ministero degli Affari Esteri e del Commercio

www.dfat.ie

Ministero del Lavoro, Impresa e Innovazione:

www.djei.ie

Forfás:

www.forfas.ie

IDA Ireland

www.idaireland.com

Enterprise Ireland:

www.enterprise-ireland.com

Science Foundation Ireland

www.sfi.ie

Department of Finance

www.finance.gov.ie

Central Bank of Ireland

www.centralbank.ie/Pages/home.aspx

Central Statistics Office

www.cso.ie



Agricoltura

Su una superficie totale di circa 7 milioni di ettari, 5 milioni sono destinati alle coltivazioni agricole, compresa la silvicoltura. I settori di gran lunga più importanti sono la carne bovina e i prodotti caseari. Le principali coltivazioni agricole sono orzo, grano, patate e funghi. L’industria agroalimentare fornisce un contributo significativo all’economia irlandese. Insieme il settore agroalimentare e quello delle bevande costituiscono circa il 7% del PIL, pari a oltre 9miliardi di euro di esportazioni, e forniscono 150.000 posti di lavoro.

Un’iniziativa strategica in questo settore è il progetto Origin Green del Bord Bia (Ente per la Promozione dei prodotti alimentari, delle bevande e dell'orticoltura irlandesi), che mira a dare all’Irlanda un ruolo leader nel settore della eco-sostenibilità. Dal suo lancio nel giugno del 2012, circa 164 aziende (responsabili di quasi il 60% delle esportazioni irlandesi di prodotti alimentari e bevande) hanno aderito al programma.

Queste imprese collaborano con il Bord Bia impegnandosi a incrementare i progetti ecosostenibili, stabilendo obiettivi precisi in aree cruciali come le emissioni, l’energia, i rifiuti, l’acqua, la biodiversità e la responsabilità sociale di impresa. Gli impegni presi da ciascuno dei principali protagonisti dell’industria agroalimentare irlandese comprendono la riduzione del 20% del consumo di energia entro il 2015; l’adozione della raccolta di acqua piovana entro il 2014 e la riduzione del 30% delle emissioni entro il 2020.

Siti web

Ministero dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e della Marina:

www.agriculture.gov.ie

Bord Bia (Ente per la Promozione dei prodotti alimentari, delle bevande e dell'orticoltura irlandesi):

www.bordbia.ie

www.origingreen.ie

Teagasc (Ente per lo Sviluppo dell’Agricoltura e dell’Alimentazione):

www.teagasc.ie



Pesca

L’industria ittica irlandese dà lavoro a oltre 11.000 persone e fornisce un contributo significativo al tessuto economico e sociale delle numerose piccole comunità situate principalmente in aree rurali, o nelle cittadine e nei paesi lungo i 3.171 chilometri di coste. Nel 2012 le esportazioni ittiche irlandesi sono state pari a 493 milioni di euro, con un aumento del 18% rispetto all’anno precedente.

Siti web

Ministero dell’Agricoltura, dell’Alimentazione e della Marina:

www.agriculture.gov.ie

Bord Iascaigh Mhara

www.bim.ie



Turismo

Ogni anno circa 7 milioni di turisti visitano l’Irlanda e spendono circa 3,4 miliardi di euro, sostenendo oltre 180.000 posti di lavoro.

Tourism Ireland è stato creato nell’ambito degli Accordi del Venerdì Santo del 1998 per coordinare l’operato dei due enti del turismo presenti sull’isola: Fáilte Ireland e l’Ente del Turismo dell’Irlanda del Nord.

Il successo dell’industria del turismo in Irlanda si fonda su tre elementi: la gente, la cultura e la bellezza del paesaggio.

Il 2013 è stato un anno speciale per il turismo perché si è celebrato The Gathering, un intero anno di festeggiamenti dell’Irlanda, della sua gente e dei suoi legami, con eventi nell’isola e nel mondo. The Gathering Ireland 2013 è un progetto rivolto alle persone: abbiamo invitato chiunque abbia un rapporto con l’Irlanda, o che semplicemente ami il nostro paese, a partecipare a una serie di eventi che si sono svolti durante tutto il 2013.

Siti web

Tourism Ireland: www.ireland.com

The Gathering: www.thegatheringireland.com

Radio e Televisione

Il servizio radiotelevisivo nazionale è operato dalla Radio Telefís Éireann (RTÉ), l’ente pubblico per le trasmissioni che dispone di due canali televisivi, quattro radiofonici e vari canali digitali e online. La RTÉ è finanziata dalle tasse sulle concessioni governative e dalla vendita di spazi pubblicitari. TV3 è una televisione commerciale; ci sono anche molte radio commerciali, come TodayFM e Newstalk.

Il pubblico di lingua irlandese è servito da un canale radiofonico dedicato, Radio na Gaeltachta (operato dalla RTÉ) e da TG4, un canale televisivo indipendente in irlandese.

La BAI (Broadcasting Authority of Ireland) è stata istituita nel 2009 e ha funzione di ente regolatore per le trasmissioni radiotelevisive in Irlanda. L’Authority è finanziata da un’imposta versata da tutte le emittenti autorizzate dallo Stato.

Siti web

Radio Telefís Éireann:

www.rte.ie

TG4:

www.tg4.ie

TV3:

www.tv3.ie

Today FM:

www.todayfm.com

Newstalk:

www.newstalk.ie

Broadcasting Authority of Ireland (BAI):

www.bai.ie



Stampa

In Irlanda si pubblicano quotidiani da oltre trecento anni. Oggi ci sono testate nazionali quotidiane, settimanali e periodici pubblicati nel fine settimana. Esistono anche circa sessanta testate locali, di solito pubblicate con cadenza settimanale, e una grande varietà di riviste dedicate all’attualità, alle questioni economiche e al tempo libero.

Siti web

The Irish Times:

www.irishtimes.com

Irish Independent:

www.independent.ie

Irish Examiner:

www.irishexaminer.ie

Sunday Business Post:

www.thepost.ie

Sunday Independent:

www.independent.ie

Evening Echo:

www.eecho.ie

Evening Herald:

www.herald.ie

Press Council of Ireland (e Ombudsman per la Stampa):

www.presscouncil.ie



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